I vulcani fornitori di energia per il futuro
Dopo l’eruzione che paralizzò l’Europa intera lo scorso anno, del vulcano Eyjafjallajokull, un’idea brillante è scaturita dai tecnici delle tre più importanti compagnie energetiche in Islanda: riuscire a trarre energia elettrica dalla lava. E’ noto che in Islanda, proprio grazie alle caratteristiche vulcaniche dell’isola, la maggior parte dell’energia (l’85%), proviene dalla geotermia. Attualmente è in fase di progettazione la realizzazione di nuovi pozzi geotermici, profondi cinque chilometri. I pozzi attualmente in funzione, profondi 2,5 chilometri, sprigionano vapore a 300 gradi, e generano da quattro a sette Mw di elettricità. Quelli di futura realizzazione, avvicinandosi di più al magma fuso, sprigionerebbero vapore fino a 600 gradi permettendo di produrre tra i 40 e i 50 Mw di elettricità: una quantità sufficiente per fornire energia a 1,25 milioni di abitazioni. Non appena il progetto partirà, l’Islanda potrà arrivare alla completa indipendenza energetica: già da ora l’81% dell’energia proviene da risorse rinnovabili, soprattutto geotermico e solare, e vendere addirittura l’eccedenza in Europa. E’ previsto a questo proposito un impianto straordinario di un cavo sottomarino lungo 1.900 km, utile per trasportare cinque miliardi di chilowattora all’anno.
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