Allarme inquinamento dall’ultimo rapporto OMS: nelle città italiane del nord si vive in media nove mesi di meno
Secondo i più recenti dati OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, due milioni di persone all’anno muoiono prematuramente a causa dell’inquinamento. Naturalmente si tratta di una statistica mondiale, ma per quello che riguarda le nostre maggiori città, non c’è da stare allegri. L’ultimo e più approfondito studio sui danni da smog nel nostro Paese: “Impatto sanitario del Pm10 e dell’ozono in 13 città italiane”, risale al 2006 e stimava al tempo, oltre 8000 decessi l’anno. Molte cose sono cambiate negli ultimi cinque anni: da una parte è migliorata la rete di rilevamento del Pm2,5 (polveri sottilissime che penetrano più a fondo nei polmoni), dall’altra sono state approfondite le conoscenze sugli effetti dell’inquinamento per la salute. Molte città e regioni hanno anche adottato nuove politiche, sia per le emissioni da attività aziendali, che da traffico urbano, ed è possibile adesso valutarne l’efficacia. Aggiornando questi dati, l’OMS ha concluso l’ultimo rapporto: “Considerando i soli 30 capoluoghi di provincia della Pianura Padana, il numero di morti dovuto alle polveri potrebbe superare i 7 mila l’anno”. I risultati, sono confermati anche dal dossier: “Mal d’Aria” di Legambiente, che dimostra come tra le 48 città italiane che nel 2010 hanno sballato i limiti antismog fissati dalla legge europea, ben 30 sono nelle regioni del nostro nord. Tra le città italiane più inquinate: Torino, Brescia, Milano, seguita da Sofia. Rispetto ai prevedibili rischi per la salute di tutti, il direttore scientifico dell’OMS Europa, Roberto Bertolini, afferma: “Il disinteresse, dovuto alla disinformazione, della società, per questi temi, e la volontà politica ancora troppo esitante, sono la cosa peggiore. Occorrono provvedimenti urgenti a tutti i livelli, per quello che riguarda per esempio la mobilità privata, occorrerebbe un programma pluriennale mirato al rinnovo del parco auto. Purtroppo però il mondo politico ha agende di più breve periodo”. I medici e i ricercatori dell’OMS non si sono però fermati alle considerazioni negative, hanno anche dato indicazioni su come condurre la lotta all’inquinamento, per esempio: favorendo le nuove tecnologie per i veicoli e i carburanti, incentivi fiscali per promuovere la mobilità pubblica, aiuti a chi debba spostarsi per lavoro. Spesso non si considera quanto, a livello economico, pesi sul bilancio di tutti, stato compreso, la malattia dovuta proprio all’inquinamento. La riduzione delle polveri sottili nell’aria per esempio, condurrebbe, sino all’anno 2020, a un risparmio fino a 28 mila miliardi di euro all’anno, in Italia, in termini di costi delle malattie, della mortalità, degli anni di vita persi.
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